Il trentesimo anno è un racconto di Ingeborg Bachmann del 1961. E’ la descrizione ardente e avventurosa di un anno nella vita di un uomo che, giunto ai trent’anni, sente improvvisamente di non comprendere più il suo presente – nomi, cose, persone – e di dover riconquistare ogni cosa con una nuova consapevolezza.
Il tempo del racconto si fa strada attraverso una lingua che vuole costantemente parlare al cuore e all’intelletto; in realtà – avverte Proust, citato dalla stessa Bachmann – il lettore, quando legge, è il lettore di se stesso. L’opera è solo una sorta di strumento ottico che lo scrittore offre al lettore per consentirgli di scoprire ciò che forse, senza il libro, non avrebbe visto in se stesso.
Uno strumento ottico, dunque, che oggi riprendo a usare per un nuovo esperimento dal vivo, graduando la lente e avvicinando lo sguardo – in cerca di frasi vere.»